Figlio del vicecancelliere imperiale
Rudolf Joseph von Colloredo-Mels und Waldsee, fu educato a
Vienna e a
Roma, divenne canonico a
Salisburgo nel 1747 e principe-arcivescovo il 14 marzo 1772. La sua elezione fu controversa: mentre l`Austria lo favoriva, la Baviera gli avrebbe preferito
Ferdinand Christoph von Waldburg-Zeil, popolare decano di Salisburgo. Colloredo ereditò importanti debiti dal suo predecessore
Schrattenbach, e si adoperò per ridurli. Le sue riforme illuministiche, ispirate ai modelli della Germania protestante, della Franconia renana, dell`Italia, dei Paesi Bassi austriaci, della Svevia e della Baviera, così come dell`Austria, non erano in sintonia con le tradizioni salisburghesi, in particolare con la concezione barocca della religione e con le posizioni sociali e culturali incarnate dal suo predecessore. Fu considerato avaro e misantropo, perseguitato dalla mancanza di fondi e dalla sua personale impopolarità. Ciononostante si guadagnò una vasta ammirazione per i suoi sforzi progressisti. Lasciò Salisburgo nel 1800, a causa della difficile situazione politica europea, e quando nel 1803 Salisburgo fu secolarizzata diede le dimissioni come capo di stato. Bibl.:
Dopsch, Geschichte Salzburgs: Stadt und Land, vol. I;
SML, pp. 74-77;
Eisen, «Mozart and Salzburg»;
Schuler, Fürsterzbischof Hieronymus von Colloredo: Herkunft und Ahnenerbe.